Alta Via dei monti Lepini Orientali
 

 

 

 
   
     
 

Difficoltà: E+ (media difficoltà)

 
 

Durata complessiva 2 gg

 
 

Dislivello 1° giorno +/- 1200 mt in salita e +/- 600 mt in discesa

 
 

Dislivello 2° giorno +/- 800 mt in salita e +/- 1450 mt in discesa

 
 

Sviluppo totale +/- 31,5 km (1° giorno +/- 16,5 km; 2° giorno +/- 15 km)

 
 
 
 
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Per tutte le emergenze in zone montane, impervie o in grotta chiama il 112-118 oppure il 3486131300

 
 
 
 
 

L'AVLO (Alta Via dei monti Lepini Orientali) è una lunga cavalcata da Sgurgola a Patrica (o al contrario) che, restando quasi sempre in cresta, percorre il gruppo toccando le cime più alte dei Lepini orientali.

Per comodità la traversata è divisa in 2 giorni, con base alla piana di Santa Serena (acqua).

   • Arrivati a Sgurgola e parcheggiata l'auto sulla provinciale Monti Lepini, all'altezza di via Favale, nei pressi della tabella informativa (coordinate: UTM 33T 345372-4614649), si segue la stradina che rapidamente inizia a salire e dopo alcuni tornanti raggiunge un bivio. Proseguendo in piano si va in direzione della Fonte dell'Acero (una possibile variante), mentre a sinistra si sale verso la chiesetta di San Leonardo. Il sentiero si inerpica, si restringe e seguendo un percorso a zig-zag risale una zona scoperta e panoramica fino ad arrivare alla Fonte San Leonardo.

Con una breve deviazione è possibile visitare la chiesetta del XIII secolo.

Dalla fonte si continua sulla destra, in leggera salita per un breve tratto, si supera il bivio per la Fonte dell'Acero (+/- 740 mt) ed al bivio successivo si prende a sinistra (indicazioni per il rifugio, madonnina). Si prosegue in salita, traversando, fino a raggiungere una zona aperta sulla cresta del monte. Superata la deviazione che, a destra, scende verso Valle Forana, si continua in cresta e dopo meno di un km si arriva, in leggera discesa, al rifugio Santa Maria (+/- 926 mt).

Dal rifugio il sentiero risale nel bosco per poi traversare a sinistra, in zona scoperta, nei pressi della deviazione per la Madonnina (punto panoramico). Si continua per Monte Filaro (1230 mt) rientrando per un breve tratto nel bosco (non segnato, tracce di sentiero) per poi riuscire allo scoperto, in uno dei tratti più ripidi dell'intero percorso, fino a raggiungere la cima. Seguendo l'ampio crinale si scende leggermente, in direzione dei ruderi della casetta Martorelli, ad incrociare i resti dell'antica carrareccia realizzata dall'imprenditore a fine '800 per il trasporto della legna.

La si segue per circa un km e quando questa fa un zig-zag, la si abbandona per continuare verso sinistra, su tracce di sentiero, in direzione di Monte Ermo (1327 mt). La carrareccia, in realtà, continua fino alla piana del Lontro ... ma il panorama non sarebbe lo stesso!

Poco prima di Monte Ermo si incontra, evento raro data la natura carsica del terreno, un piccolo specchio d'acqua. Proseguendo in cresta, su terreno accidentato, si raggiunge prima la cima di Sprone Maraoni (1328 mt) e poi, non lontano, la sua croce.

Nelle giornate nitide lo spettacolo è notevole.

Dalla croce si scende ad attraversare il piccolo villaggio pastorale della piana del Lontro. Si riprende quindi la carrareccia, adesso più evidente, e la si segue nel bosco fino ad arrivare nei pressi di la Guardiola (1290 mt) dove si abbandona, infatti la carrareccia poco prima della cima scende a sinistra.

Il panorama cambia: in basso si vede Supino e si mette in bella mostra Monte Gemma, la cresta est che scende verso Punta la Torricella e, più lontano, Monte Cacume.

Il sentiero, con rari segni di vernice, prosegue sul limite del bosco sempre in posizione panoramica fino a raggiungere il crestone sud-est di Monte Semprevina (1430 mt) con panoramica veduta su Monte Malaina (1480 mt) ed in lontananza la cima più alta dei Lepini: Monte Semprevisa (1536 mt).

Da quì è possibile decidere se raggiungere Monte Malaina oppure scendere a Santa Serena (fonte, 1080 mt). E' tempo comunque di raccogliere la legna, piantare le tende e pregustare la cena accanto al fuoco con gli amici ... il primo giorno è andato!

 
     
 

 
     
 

   • Il secondo giorno:" ... si inizia a salire immersi nella faggeta del Tassetto che ci accompagna per quasi tutto il percorso. Il sentiero è molto ripido con stretti tornanti, si sale ai fianchi di un canalone dove sono presenti faggi enormi: nel fitto del bosco è possibile trovare qualche esemplare di albero di tasso giovane. Si giunge su una balconata panoramica che dà sui Valloni detta la Teleferica, dove era situato il cavo d'acciaio che serviva a portare in basso, nell'immediato dopoguerra, il legname del taglio del Tassetto.

Da quì partiva un sentiero difficoltoso che attraversava in maniera funambolica I Lagni del Monte Gemma per arrivare al rifugio dell'ultimo brigante del periodo papalino, il famoso, nella mitologia supinese, Paoluccio. Riprendendo il cammino si arriva alla cresta di Monte Salerio (1439 mt) in terreno aperto e sassoso, dove a primavera si osservano estese fioriture di narcisi, viole del pensiero, orchidee selvatiche e fragoline di bosco. Da quì in piano si arriva alla Croce di Monte Gemma dove termina il sentiero ..." (Cfr. biblio 5)

Dalla cima il panorama spazia sui sottostanti Valloni, Supino, Punta la Torricella, i Monti Ernici ed il Cacume.

Si segue quindi in discesa la ripida e panoramica cresta est fino ad arrivare nella zona dei Pennicali, da quì un sentierino, ben visibile, continua sempre in cresta verso Punta la Torricella, Vado la Tartara e Colle di Trevi (964 mt). Dal colle si scende ad intercettare la traccia, proveniente dall'eremo di S.Luca (sulla destra) che continua per Punta di Mastro Marco e aggira in senso antiorario Monte Cacume. Dopo aver superato la sorgente Scorciapane (v. mappa topografica, +/- 880 mt) si incontra la traccia, verso sinistra, che risale la piramide del Cacume (1095 mt) con la grande croce, la piccola chiesetta e le splendide vedute su Patrica, l'itinerario percorso, il Semprevisa ed il mare ...

L'AVLO sta per concludersi, gli ultimi seicento metri di dislivello in discesa, seguendo l'antico sentiero (segnavia CAI 726), offrono però ancora interessanti scorci fotografici prima di arrivare a Patrica.