Eremo di S.Angelo
 

 

 

 
   
     
 

Difficoltà: E (media difficoltà)

 
 

Durata complessiva: +/- 2 ore

 
 

Dislivello: +/- 450 mt

 
 

Sviluppo totale: +/- 3,8 km

 
 
 
 
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Per tutte le emergenze in zone montane, impervie o in grotta chiama il 112-118 oppure il 3486131300

 
 
 
 
   
     
 

L'itinerario permette, con una breve passeggiata, di apprezzare l'ampia valle S.Angelo ed il suo eremo.

Dal parcheggio, situato nella parte alta di Morolo, si risale (tratto iniziale decisamente ripido) costeggiando i ruderi dell'antico castello della famiglia Colonna (in parte restaurato). Seguendo il sentiero (segni) a quota +/- 600 mt si incontra un fontanile (nei pressi di pozzo Pauluccio), alimentato dall'acqua della sorgente S.Antone, la stessa che arriva in Piazza Ernesto Biondi, subito dopo parte sulla destra il percorso che risale a Sprone Maraoni, mentre proseguendo in piano e costeggiando si supera la Fossa Girolami e si "entra" in valle S.Angelo.

Il sentiero scende leggermente quindi riguadagna quota, supera un'area pic-nic incastonata nella roccia e risale la prima fascia di rocce, sulla destra. Superato il Fosso S.Angelo prosegue a sinistra, tra le due fasce di roccia, fino ad incontrare una breve scalinata che risalendo conduce all'Eremo (+/- 800 mt di quota).

Se si è fortunati, poco prima dell'Eremo, c'è anche la possibilità di osservare una piccola cascata.

Alle spalle dell'Eremo si trova una grotta dalle cui pareti c'è uno stillicidio di acqua, la tradizione dice che: " ... tra l'altro, favorirebbe la scesa del latte nelle puerpere devote."

La festa di S.Angelo, Patrono del paese, si festeggia l'8 di maggio con relativo pellegrinaggio all'eremo.

   Itinerari Naturalistici Valle S.Angelo

Il percorso
Per recarsi nella celebre valle, caratteristica sia per la conformazione delle sue rocce e per il santuario, ci sono due percorsi uno dal centro storico, l'altro che risale la valle dalla provinciale d'accesso a Morolo. Prevedono un tempo di percorrenza di circa due ore.

Dopo aver attraversato il centro storico di Morolo percorrendo Via dei Pozzi si giunge nella zona più antica del paese, la Rocca. Da qui si prende la mulattiera e dopo aver percorso circa 700m si trova un primo gabbione, si gira quindi a sinistra dove si incontra un primo fontanile a Pozzo Pauluccio dove è possibile dissetarsi, e fare scorta di acqua.

Da qui se si vuole andare al Faito si prende il sentiero a destra, continuando invece per il sentiero a sinistra si costeggia una zona non erta. Dopo appena 500m ci si trova davanti al secondo gabbione di raccolta, attraversando questa zona, detta Preda Lunga, si giunge ad una leggera salita, la Cona, da dove è possibile osservare tutta la valle del Sacco con la città di Ferentino davanti, a destra Frosinone e sulla sinistra Anagni.

Si prosegue sempre sulla mulattiera e si giunge in prossimità della Cesa de Vena dove è stato costruito un secondo abbeveratoio rifornito con l'acqua proveniente dalla sorgente Sant'Antone. Dopo un tratto in leggera discesa nella zona Fosso di Vitellino, ci si trova in zona le Rotti (grotte), alcune sono state adibite a rifugio, infatti vi si trovano delle panche e dei tavoli utilizzati dagli escursionisti.

Camminando per circa 20m si arriva al passo della Patena, forse il tratto più difficile da percorrere poiché bisogna passare attraverso una spaccatura dove, oggi è stato attrezzato con passamano. Camminando per circa 100m si arriva al Salto della Palomba; si percorrono altri 50m in salita e si giunge al santuario di Sant'Angelo.

L'Eremo di S.Angelo è di antica formazione medioevale e consta di un edificio esterno la chiesa, e della grotta aperta dentro la grande parete rocciosa. Alla metà del seicento vi erano tre edifici sacri: la chiesolina diruta dedicata all'Arcangelo, una cappella ruinata dedicata alla Madonna, e dentro la grotta, un altare sempre dedicato all'Angelo: l’acqua era considerata utile contro molte malattie. Appartiene ad una serie di eremi posti a mezza costa, fra i paesi e le sommità dei Lepini. 

Tratto da: Itinerari naturalistici
(dalla tabella informativa a cura del Comune di Morolo)

La chiesa
La chiesa montana di S.Angelo oggi è allo stato ruderale ma è ben nota sin dal 1094: carte cassinesi attestano, infatti, l'esistenza della chiesa dedicata a S.Angelo e S.Martino, da cui dipendeva un insediamento con otto famiglie di vassalli.

Oggi, la chiesa, modificata e alterata nel corso dei secoli, esiste senza tetto, fatta di una sola nave piuttosto piccola e rimaneggiata nelle murature, avendo cambiato anche più volte ingresso. Ciò è dovuto sicuramente alle continue trasformazioni; ad esempio, sappiamo che nel Settecento vi esistevano tre piccoli edifici di culto: una cappella dedicata all'Angelo, una alla Madonna e la grotta con dentro un altare.

Oggi esiste un unico edificio che in parte chiude l'ingresso alla grotta, dove non esiste più l'altare ma vi sono piccoli invasi d'acqua per raccogliere le gocce distillate, una volta molto ricercate dalle puerpere perché ritenute lattifere. L'edificio col tempo ha assunto l'unico titulus dell'Angelo (Patrono di Morolo) mentre S.Martino è il nome di una sorgente piuttosto distante.

L'ambiente naturale è suggestivo poiché la grotta si apre in una parete verticale molto alta e davanti tale roccia si alza un cono di detriti su cui sorge il rudere. Tutto attorno silenzio e natura. La chiesa è ancora frequentata poiché l'otto maggio vi si svolge un pellegrinaggio, ripreso recentemente dopo essere stato sospeso per lungo tempo.

Tratto da: Il popolamento medioevale nei territori di Patrica, Supino e Morolo
(dalla tabella informativa a cura del Comune di Morolo)

 
 
 
 
   
 
 
 
 
 
     
     
 

 
 

[ Monti Lepini Orientali ]